Eventi

Mostra fotografica Jeunes Filles, Sala Sivori

 

Questa mostra è stata realizzata con le foto scattate dalle ragazze dell’“Association des Jeunes Filles” di Dakoro, una piccola cittadina del Sahel, nella Repubblica del Niger, che per la prima volta hanno preso in mano un apparecchio fotografico.

30 scatti che testimoniano la forza di volontà e i sogni di ragazzine che non hanno voce nel contesto in cui vivono e che con questo primo atto pubblico vogliono mostrare di cosa sono capaci.

Forse non sono “foto d’autore”, ma certamente sono foto-simbolo di una realtà in mutamento, verso una maggiore autonomia e visibilità di queste giovani donne africane.

IL CONTESTO
Dakoro è una piccola cittadina di 62.000 abitanti nel Sahel, in Niger, a 770 km a est della capitale Niamey. Il clima della regione è semi-desertico e la popolazione, composta in maggioranza da agricoltori Haoussa, ma con minoranze Wodaabe e Touareg, vive della coltura del miglio e di pastoralismo nomade. È una cittadina piccola, senza alberghi, bar, ritrovi di alcun tipo, ma ospita sedi operative di alcune ONG impegnate in programmi di aiuto, come Médecins Sans Frontières (MSF), Vétérinaires Sans Frontières e Caritas/CADEV.

A differenza di altri contesti africani, musulmani e non, a Dakoro le ragazze giovani sono completamente assenti nelle associazioni della società civile (associazioni di donne, giovani, lotta all’AIDS…) e rimangono ai margini della società. Da qui la costituzione, con un piccolo supporto di due insegnanti donne delle scuole secondarie e di membri di MSF e della Caritas a titolo personale, di una Association des Jeunes Filles de Dakoro che è nata ufficialmente il 14 agosto 2009 con sette ragazze presenti. Da allora l’Associazione è cresciuta e conta oggi 20 ragazze.

LE FOTO
Si tratta di foto fatte da giovani ragazze (età 13-15 anni) che per la prima volta avevano l’opportunità di maneggiare un apparecchio fotografico. Alcune sono belle anche secondo i criteri in uso, altre sono curiose e divertenti per certi particolari (soggetto nascosto, piani super-inclinati...), altre ancora sconvolgono i nostri stereotipi su certe società (veli che spariscono per lasciare il posto a piccoli top, pagne che si convertono in jeans), ma tutte mostrano la volontà di un gruppo di ragazze di Dakoro di rompere con una tradizione che ostacola una loro affermazione come soggetti capaci di promuovere, organizzare, gestire attività sociali e culturali. Infatti uno dei primi obiettivi dell’associazione è quello di arrivare a fare un’esposizione fotografica a Dakoro per mostrare di cosa sono capaci le jeunes filles della cittadina allorché hanno la possibilità di esprimersi.

Lo scopo di questa mostra, fatta con questi primi scatti, è innanzitutto quello di incoraggiare le ragazze a continuare nella loro attività, dimostrando che il loro impegno viene riconosciuto e apprezzato. Ma anche di far conoscere ai visitatori un volto dell’Africa, di uno dei paesi più poveri di quel continente, che appare poco nei reportage televisivi e giornalistici, mostrare i volti e le capacità di queste piccole grandi donne che potranno diventare, con un po’ di sostegno, attrici importanti del Niger di domani.


JEUNES FILLES
E UN APPARECCHIO FOTOGRAFICO A DAKORO, NIGER

Sala Sivori, Genova, Salita Santa Caterina 1
2
7 dicembre 2009 - 3 gennaio 2010
tutti i giorni, ore 16 – 20

 

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Halima

Argentina: gli effetti della crisi

ARGENTINA:
GLI EFFETTI DELLA CRISI (2001-2003)


Inaugurazione

Lunedì 21 febbraio 2005 alle ore 17

Sala dei Chierici, Biblioteca Berio

Via del Seminario 16, Genova


Genova, Sala Mostre della Biblioteca Berio, 21 febbraio – 5 marzo 2005
da lunedì a giovedì, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.
venerdì e sabato, dalle 10 alle 18

La mostra, preparata dall’Agenzia Graffiti Press di Roma, si articola in 50 scatti in bianco e nero effettuati da Valerio Bispuri nel periodo compreso tra il 2001 e il 2003.

Le fotografie testimoniano gli effetti dell’ennesima crisi economica e sociale che ha sconvolto un Paese strozzato sia dal debito estero, sia dal più antico potere delle grandi famiglie, sia dal potere militare e dalle numerose dittature che si sono susseguite.

La mostra abbraccia un arco temporale che va dal Dicembre 2001 alla prima metà del 2003. Il 19 Dicembre 2001 viene dichiarato lo stato d’assedio e nella notte circa cinquantamila persone si trovano in Plaza de Mayo a manifestare e la folla assalta le sedi del Parlamento e del governo. Dura è la repressione  della polizia. Infatti durante gli scontri restano vittime decine di persone e centinaia di feriti. La cieca applicazione delle politiche neoliberiste ha portato al collasso il Paese: disoccupazione, emergenza alimentare, malnutrizione, crisi del sistema sanitario, stato di abbandono delle vie di comunicazione. Il processo di liberalizzazione avviato nel decennio precedente da Menem, ha portato un popolo alla fame nonostante le ricche risorse del Paese. L’Autore, in questo reportage ha focalizzato sia la rabbia degli atti collettivi sia la miseria quotidiana, più intima, e tuttavia estremamente diffusa.

All’inaugurazione parteciperanno:

Marco Giannesini, Docente di Storia

Gianni Pinnizzotto, Presidente della Agenzia Graffiti Press di Roma

Andrea Sassano, Assessore alle Politiche Giovanili

Il Paese dei Somali

IL PAESE DEI SOMALI

Ana_Somaia

Genova
Sabato 9 Aprile 2005, ore 10

Conferenza
Sala del Consiglio Provinciale
Palazzo Doria Spinola, Largo Lanfranco 1

Mostra fotografica
Loggia di Piazza Banchi, Piazza Banchi 2

 

- Il 72% della popolazione non ha accesso a cure mediche
- Il 77% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile
- Quasi un quarto dei bambini (22,4%) muore prima dei 5 anni
- Un bambino su dieci muore entro il primo anno
- 45 donne muoiono ogni giorno durante la gestazione o il parto
- Il tasso di malnutrizione acuta è del 17%
- La speranza di vita alla nascita è di 46 anni




Crediamo che queste cifre siano più eloquenti di qualsiasi discorso: la Somalia sopravvive, nonostante tutto, ma ad un prezzo altissimo, e di questo pochi in Occidente sono consapevoli. Si parla di questo paese solo quando avviene qualcosa che tocca direttamente i sentimenti e gli interessi degli europei o degli americani, ma chi conosce la realtà quotidiana di chi è somalo? Quelle cifre rappresentano esseri umani, uomini, donne e bambini somali. Quest’iniziativa ha lo scopo di far conoscere al più ampio pubblico possibile l’attuale situazione della Somalia, ripercorrendone anche la storia, strettamente intrecciata nel passato con quella italiana. Conoscere per educare contro ogni guerra e per insegnare la pace e la solidarietà. In questo riteniamo fondamentale il rapporto con le scuole, che vogliamo coinvolgere in quest’iniziativa.

Conoscere anche per fare qualcosa, perché vengano messi in cantiere interventi a favore della popolazione della Somalia e raccogliere fondi per l’ospedale-lebbrosario di Fara Gurow, Distretto di Jilib, Regione del Medio Giuba, Somalia.

L’ospedale, che, oltre alla sua funzione specifica, serve una popolazione di 450 ex-lebbrosi con le loro famiglie, ha necessità di integrare in modo continuativo i medicinali per l’ambulatorio e i servizi di cura materno-infantile, oggi insufficienti e di riattivare i servizi diagnostici distrutti dalla guerra civile.

Alla conferenza interverranno:

Angelo Bobbio, Assessore alla Cooperazione Internazionale della Provincia di Genova
Kaha Aden
, mediatrice culturale, Pavia
Ayham Bayzid
, già capo delle missioni in Somalia, Medici Senza Frontiere, Amsterdam
Sergio Buonadonna
, giornalista, Genova
Giuliano Carlini
, Presidente del comitato scientifico del CeDRiTT, Genova (moderatore)
Francesco Surdich
, Vicepreside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Genova
Itala Vivan,
Professore presso la Facoltà di Scienze Politiche, Università degli Studi di Milano

La mostra fotografica che vuole essere un supporto visivo al fine umanitario della manifestazione, sarà visitabile dal 9 aprile presso la Loggia di Banchi. La mostra è composta da 65 foto a colori scattate recentemente durante una missione esplorativa per conto di MSF. Ad esse si aggiungono 12 pannelli esplicativi per illustrare aspetti diversi della Somalia oggi.

 

Associazione Culturale Ghazala, insieme al CeDRiTT – Centro di Documentazione e Ricerca sui Trasferimenti di Tecnologia e all’Associazione della Comunità Somala a Genova, e con la partecipazione di Medici Senza Frontiere e AAICA – Associazione Ambulatorio Internazionale “Città Aperta”, e col patrocinio del Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea, Università degli Studi di Genova.

Gente di Galaha. Gli Afar, un popolo nomade, in Etiopia

 

GENTE DI GALAHA
GLI AFAR, UN POPOLO NOMADE, IN ETIOPIA

Genova, 16-30 novembre 2006



Inaugurazione
giovedì 16 novembre, ore 17

Mostra fotografica
Sala espositiva della Regione Liguria,
Piazza De Ferrari, 16
– 30 novembre 2006

Conferenza
Sala Sivori, Salita di Santa Caterina,
sabato 18 novembre 2006, ore 9,30

 

Sarà presente all’inaugurazione della mostra giovedì e alla conferenza di sabato in qualità di relatrice la Sig.ra Medina Mahamad, una giovane Afar proveniente dalla città di Awash nella Regione Afar dell’Etiopia.

Forse pochi sanno che è la seconda volta che una donna afar viene ospitata dalla città di Genova anche se in condizioni del tutto diverse: nel 1884 la giovanissima Kadiga  con una nave della compagnia

Rubattino sbarcò a Genova per essere “esposta” a Torino all’Esposizione Generale Italiana assieme a 5 suoi connazionali. Oggi Medina Mahamad viene in rappresentanza delle donne afar ad esporre i loro problemi, le loro asp ira zioni e i loro successi.

Gli Afar sono un popolo di pastori nomadi oggi distribuito fra tre stati: Etiopia, Eritrea e Gibuti in un territorio definito Triangolo Afar. Sono una società patrilineare e in base alla linea genealogica paterna si strutturano in lignaggi, clan e tribù. L’appartenenza ad un lignaggio è determi nante nella vita degli Afar, questa infatti impone obblighi ma nello stesso tempo offre un sicuro sostegno in caso di bisogno. La vita sociale è regolata da un codice tradizionale non scritto, la cui esecuzione è affidata ad un’istituzione alla quale partecipano gli uomini adulti appartenenti a diversi clan alleati fra loro. La non accettazione da parte degli Afar dell’imposizione delle autorità straniere, etiopiche o occidentali che fossero, lo ha reso noto come popolo ostile e bellicoso, credenza sostenuta da molti ancora oggi.

Galaha è un piccolo villaggio nel cuore della Regione Afar dell’Etiopia dove Medici Senza Frontiere gestisce dal 2001 un ospedale per la cura della tubercolosi. I pazienti vivono nelle daboyta, le tradizionali tende Afar ovali, fornite da MSF insieme al vitto per il lungo tempo necessario alla cura.

Le informazioni e le immagini necessarie per la realizzazione di questa iniziativa sono state fornite da una missione antropologica realizzata nella Regione Afar nell’ambito dell’attività di MSF. Volont

à fondamentale della manifestazione  è quella di far conoscere il popolo Afar, ma più concretamente sostenere l’Associazione delle Donne di Galaha, nata pochi mesi fa per iniziativa di due donne Afar, H alima e Eisa, che si dedica all’alfabetizzazione e all’educazione sanitaria delle donne, affrontando temi quali l’infibulazione e le problematiche relative alla salute riproduttiva.

Relatori della conferenza:

  • Angelo Bobbio, Assessore alla Cooperazione Internazionale.
  • Medina Mahamad, collaboratrice del Comitato Internazionale della Croce Rossa, Awash, Regione Afar, Etiopia.
  • Caterina Pizzimenti, presidente dell’AAICA – Associazione Ambulatorio Internazionale “Città Aperta” (moderatrice)
  • Milton Tectonidis, medico, Médicins Sans Frontières, Parigi.
  • Francesco Surdich, storico, Vicepreside della Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Genova.
  • Francesco Sincich, antropologo, Medici Senza Front iere, Genova.

La mostra fotografica comprende 40 foto accompagnate da didascalie e pannelli che forniranno elementi di conoscenza sulla cultura Afar e sulla storia recente di questa popolazione, con particolare attenzione agli aspetti umanitari.

Per le scuole sono previste visite guidate alla mostra. Un dossier verrà dato agli insegnanti per approfondire alcuni temi trattati e fornire un’informazione adeguata ed educativa.

L’iniziativa è stata organizzata dall'Associazione Culturale Ghazala, con la partecipazione di Medici Senza Frontiere,AAICA – Associazione Ambulatorio Internazionale “Città Aperta”, CeDRiT T – Centro di Documentazione e Ricerca sui Trasferimenti di Tecnologia e APDA – Afar Pastoralist Development Association.

Questo evento ha il contributo dell’Assessorato alla Cooperazione Internazionale della Provincia di Genova, e il patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Genova.


Invito